Il primo viaggio di Sand

9 Febbraio 2016

Come raccontare di un normale trasferimento? Cioè siamo sinceri. Non abbiamo fatto la Volvo Ocean Race. Abbiamo preso una barca a vela alla Maddalena e l’abbiamo portata all’Elba. Parliamo di 110 miglia, non di 1.100. Ma c’è un problema. Questa non è una barca a vela. È la nostra barca a vela, nostra nel senso anche di vostra. Nostra, della Tribù di Marmaglia. Cioè SAND è ormai parte della famiglia. L’abbiamo scelta per voi. Perché quando compri una barca che è pensata per fare stare bene chi la deve vivere, cioè voi, non fai una scelta egoistica necessaria a soddisfare i gusti e le libidini dell’armatore. Ma la scegli per fare stare bene chi ci salirà a bordo.

SAND è prima di tutto accogliente con i suoi quasi 15 metri di lunghezza: ampia nel quadrato (che poi è il salone sotto-coperta, per intenderci), comoda nelle 4 cuccette (che brutto chiamarle così, non siete mica animali, chiamiamole cabine…) e altrettanto nei 2 bagni.. Ma soprattutto SAND è simpatica. Cioè ha proprio la forma di una barca che ha voglia di divertirsi come noi, cioè voi. Cioè voi e noi, che poi siamo la stessa cosa.

Trasferire una barca è, va detto, l’antitesi della libidine del navigare. Sembra un paradosso, perché se ami il mare e lo stare in barca in un trasferimento fai di solito molte miglia. E quindi? E quindi, di solito non ti fermi, non perdi tempo. Controlli le previsioni, e se proprio non è impossibile muoverti, salpi. Parti da un punto A e arrivi al punto B. Noi abbiamo deciso di fare così, ovvero: IDDRITTONE. 15 ore di navigazione, vele a segno al traverso, vento da Scirocco cioè Sud Est da 15 a 25 nodi, mare 3-4. Tradotto in metri con onde da 1,5 metri a 2.5-3 metri. In pratica barca un po’ ballerina, ma diciamolo pure nulla di che. Anche se la comodità è un’altra cosa…

Certo fatta la prima colazione in porto alla Maddalena, poi abbiamo mangiato un po’ di formaggio e pane perché non c’erano le condizioni giuste per cucinare nell’ampia e comoda dinette. Il gas è basculante, si mette in orrizzontale in base all’inclinazione della barca e tecnicamente fai quello che vuoi, ma le onde sconsigliavano di lavorare con acqua bollente in giro. Quindi niente cibo caldo, che a Febbraio fa piacere.

Per il primo viaggio di SAND sapevamo di avere scelto un weekend non dei più facili. Ma siamo partiti. A bordo 4 skipper, e 3 amici. Tutta gente che in barca ci va, ci è stata e ci andrà, ma di solito per prendere il sole (come piace anche a noi, che sia chiaro!) oppure che di solito in mare ci va, ma invece che a bordo di una barca, incastrato con i piedi ad una tavola e appeso ad una vela: gente da kyte surf.

Il mare visto dal mare è un’altra cosa. Starci in mezzo ti obbliga a pensare che non puoi fare nulla se non aggiustare il tiro e adeguarti alle sue condizioni. Per una volta l’uomo subisce e non controlla la natura. Ed è questa in estrema sintesi e per non annoiare, la migliore esperienza dal valore psicologico che dà l’andare per mare in mezzo al mare.

SAND ha dato assoluta prova di se. Sicura, veloce (abbiamo raggiunto 10.7 kn di velocità che a vela sono tanta roba) e dignitosa. Perché dignitosa? Ti metti attaccato al pulpito di prua (cioè dove c’è l’ancora) e mentre lei naviga guardi verso poppa. Vedi una signora che taglia il mare con forza ed eleganza. Sposta le onde e le solca che va detto è una parola rara e bellissima. Le buca cioé, le incide, disegnando il suo tragitto in una scia che viene cancellata dalle onde del mare appena tagliato. Il ricordo del tuo passaggio dura soli pochi secondi, ma se ti perdi a guardarlo non smetti più e fai un viaggio infinito dentro di te, pur rimando fuori all’aria aperta.

Il mare è una cartina tornasole della felicità. E se quella è lontana, ritorna presto. Il mare è magia e per il principio dei vasi comunicatori dei concetti, quindi anche SAND che il il mezzo per viverlo, è magia. Magia pura, purissima. La magia di SAND ora è serenamente ormeggiata a Salivoli. A sole 5 miglia, cioè meno di un’ora di navigazione dall’Elba. Il grosso della fatica lo abbiamo fatto noi, a voi adesso aspetta, la parte più bella. Divertirsi.

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