Virgilio “il pirata” Pellegrino

Ci sono solo due vie, per chi vuole vivere da essere umano con qualche senso finché non muore. Una è mantenere la rotta. L’altra è  farsi impiccare
– La vera storia del pirata Long John Silver

Ebbene sì, sono un gentiluomo di Ventura. Il mare ha sempre fatto parte della mia esistenza e non potrei immaginarne una lontano dal tridente di Nettuno. Il mio è stato un destino segnato fin dalla più tenera infanzia quando, passeggiando con i miei genitori in spiaggia li tirai per i polsi e indicando con il ditino l’orizzonte proferii le mie prime parole… “Barca a mare!”

All’età di sedici anni, con il sacco in spalla, aprii le ali come un albatros che lascia il nido e feci rotta verso l’ignoto. Ero stato ammesso presso la scuola navale militare Francesco Morosini di Venezia gestita dalla Marina. Li conclusi gli studi classici e iniziai a costruirmi le basi di una vita in mare grazie ai corsi velici e a due campagne addestrative a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci. Fu proprio durante la seconda campagna che ricevetti il richiamo del mare. Era il tramonto, avevamo salpato da poco dalla rada di Sanremo e facevamo rotta verso la Spagna, ci attendeva una navigazione attraverso un Leone che affilava gli artigli e digrignava le zanne, ero appoggiato all’impavesata contemplando il tuffo del sole nel mare quando nella mia testa un vecchio baleniere gridò:”SOFFIA!” Proprio in quel momento una balena staglió la sua immensa figura sul disco solare e al suo fianco la compagna sbuffava gridando il mio nome.

Finiti gli studi e dopo sei mesi di corso per la marina mercantile finalmente giunsero gli imbarchi a vela. Da allora ho navigato molto, non mi sono più fermato. Anche le pazzie non sono mancate, come per esempio quando nell’aprile del 2014 io con il mio migliore amico siamo partiti da Antigua, solamente  in due e senza autopilota, per rientrare a Roma. Sono qui a raccontarvelo!

Forse ho scelto di essere un marinaio per i porti affollati di vele, le taverne fumose, i tesori, gli arrembaggi, le tempeste improvvise e le insidie delle bonacce, come anche il semplice incanto del mare e la sfida libertaria di ribelli contro il cinismo dei potenti. O forse per una semplice sfida contro me stesso. Chi può dirlo!?

Qualcuno mi ha detto che ho acqua salata nelle vene, qualcun’altro che sono solo un povero dissociato, io dico solamente: una volta bagnati con acqua di mare non ci si asciuga più.

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