In barca sono il Cùmenda, perché odio le t-shirt e metto sempre una camicia. Sempre. Rovinata, strappata, slisa come direbbe la nonna, ma sempre e solo la camicia. Per questo al largo dell’Elba a Capitan Fracasso (un vecchio amico della scuola vela) è venuto questo soprannome. Che da allora porto con orgoglio.
Nella vita faccio il giornalista e altre cose noiose da spiegare qui. Amo il mare più che la vela. Cioé tranquilli, vado in barca dal 2002, ma non sono un talebano del meolo. Ovvero uno di quelli che vuole a tutti i costi farvi diventare uno skipper provetto. Ma se volete scoprire ad esempio che in barca siamo spesso risucchiati dal vento e non spinti, proprio come se fossimo su un aereo, ne possiamo parlare…
Purtroppo (per me) sono un irrequieto che trova in mare il posto ideale dove placare il suo “orrore da domicilio” per usare le parole di Baudlaire. Sono molto curioso e la mia scuola è stata la strada, pur avendo fatto sempre lavori certi e sicuri. Sereni, per questo piacevo molto di più alle mamme delle mie fidanzate che alle figlie, le sciùre adoravano questa mia “affidabilità e sicurezza da posto fisso”. Tutta una copertura, in realtà sono un sano cazzone…
Niente figli e niente voglia, una moglie (che condivide la non voglia), 6 moto (che non condivido con nessuno). Amo la velocità e così ogni tanto ho messo il sedere su qualche go-kart e macchina da corsa. Forse proprio perché oltre a metterci il sedere, guidavo allo stesso modo, (ma questo chi lo dice?), mi sono buttato sulle 2 ruote. Perché il vento in faccia è la cosa che ti fa sentire felice più di ogni altra cosa e il mare non è sempre sotto casa…



