Stefano ‘Doc’ D’Albena

Ben difficile auto descriversi senza fare dell’ironia 🙂

Nome di battesimo Stefano, ma anche i miei genitori stentano ad usarlo. Soprannominato il Pellerossa, Doc, Cap a seconda del parallelo o della stagione o degli amici che mi circondano.
Steve va per la maggiore a Milano dove sono nato nel Marzo ’76 sotto il segno dei Pesci… un segno del destino? Sarà ma ben presto la mia famiglia capisce che portarmi al parco piuttosto che a giocare a calcio non è cosa per me, al loro posto cavalli e barca a vela ed è tutto un sorriso.

Il buon Ricky (mio padre) gran velista e uomo di mare, decide che all’età di 6 anni sono sufficientemente grande ed abile per fargli da prodiere nei vari campionati di regata Derive 420 sul Lago Maggiore e sul Lago di Como. Negli anni frequento svariate scuole di vela, windsurf e di equitazione… nel tempo libero mi laureo anche in medicina veterinaria, sai com’è! In famiglia abbiamo sempre avuto cabinati e derive, e oggigiorno continuo a divertirmi a sfrecciare col mio piccolo catamarano F18 HT “Javelin II”… e quando il vento me lo consente schizzo sulle onde con il mio adorato windsurf. Vivo in Svizzera in riva ad un laghetto che mi fa sentire a casa, mi occupo di cavalli dalla mattina alla sera e sogno il mare mentre mi godo il Lago… insomma un intreccio di sensazioni che sfociano in un forte legame con il Vento. La crociera la mia ora d’aria, la velocità sull’acqua il mio stile di vita, lo sciabordio sullo scafo la mia musica… that’s it!

Adoro trasmettere la mia passione agli altri perché senza il coinvolgimento attivo ci si perde quel qualcosa di speciale che una vela ben gonfiata dal vento riesce a darti… quindi in crociera tutti manovrano e timonano e sono parte attiva durante la navigazione. In regata non si molla mai nel rispetto delle regole, in crociera non si rinuncia a nulla, ma decidono sempre i due cuginetti Mare e Vento. Non ho tatuaggi ma mi piacciono molto, adoro ballare, a cavallo me la cavo abbastanza bene, e con un buon bicchiere in mano si parla per ore… e se spunta una chitarra si tira l’alba cantando alle stelle che c’è sempre tempo per andare a dormire.

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