Lo skipper questo sconosciuto

13 giugno 2016

Skipper ovvero l’alfa e omega delle vacanze in barca a vela

Se c’è un esempio che riassume in breve, ma nel modo più superficiale e scorretto, che cosa rappresenta lo Skipper a bordo di una barca a vela è l’etologica definizione di Maschio Alfa. Scontata e molto, troppo abusata. Per capire e sapere che cosa è, che cosa fa, ma soprattutto perché, toglietevi dalla testa che lo Skipper sia l’umanizzazione di questa animalesca definizione. Smontiamo (e ci vuole poco) questo facile e scontato preconcetto imbellettato dell’accezione negativa e contemporaneamente rimontiamo la figura del MaschioSkipper, chiunque esso sia quello sconosciuto che vi trovate a bordo e che di fatto ha in mano la vostra sicurezza e il benessere durante le vostre vacanze. Non poco, soprattutto perché in mare, sicurezza si traduce con la vostra vita, dato che il mare e il vento quando sono incazzati possono fare più male del morso di un felino.

DOMINARE

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Il Maschio Alfa domina il branco con la forza, quindi con una autorità auto imposta da lui stesso.

Il Maschio Skipper la sostituisce con l’autorevolezza imposta dalla sua esperienza. La sua autorità deriva automaticamente dalle sue capacità. Non si impone perché è il più forte o abile, emerge naturalmente e senza forzature perché sa come e cosa fare. Il suo ruolo di autorevole dominatore gli è quindi presto riconosciuto da tutto l’equipaggio.

COMPIACERE

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Il Maschio Alfa apprezza e mira a ricevere atteggiamenti di compiacenza e sottomissione, una specie di “caporalato” fra esseri animali.

Il Maschio Skipper non ha bisogno di compiacenza perché vive con serenità e consapevolezza il suo status. Insomma non se la tira perché ne sa di più. È così e basta, e questa è una condizione che lo rassicura, senza avere il bisogno di esibirla. Pena diventare ridicolo.

ACCOPPIARSI

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Il Maschio Alfa è generalmente quello che ha accesso prioritario ed esclusivo (Wikipedia Docet) all’accoppiamento con femmine fertili e ricettive.

Il Maschio Skipper è salito a bordo con lo scopo di far divertire prima di tutto l’equipaggio e non approfitta del suo status. Semmai evita di sottrarre una preda agli altri (per usare una metafora da mondo animale). Che sia chiaro, non è asessuato, ne immune alla bellezza, è pur sempre un marinaio… Ma fa un passo indietro e non uno in avanti per lasciare che sia l’equipaggio prima di tutto a raccogliere gli eventuali frutti di un imbarco dal mix perfetto. Educatamente non mangia per primo, aspetta che inizino gli altri e poi, nel caso…

LOTTARE

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Il Maschio Alfa misura la sua gerarchia attraverso lotte a volte inoffensive, a volte che feriscono l’avversario, a volte che ne provocano la morte.

Il Maschio Skipper è a bordo per gettare acqua sul fuoco, non benzina. Sa molto bene che i testosteroni maschili e gli ormoni femminili, parcheggiati in 15 metri lineari di una barca con un bagno da roulotte, possono facilmente degenerare. Il suo compito è di smussare, sciogliere e a volte deglutire. Certo lo Skipper non è un Hare Krishna che vede l’amore dell’universo in ogni essere vivente, ma il suo compito è di risolvere con il buon senso per il benessere dell’equipaggio anche quando la situazione si fa difficile. Quando si fa insostenibile, ha però un’arma fantastica: lo sbarco. Accompagna a terra il “fuori dal gruppo” e solo quando il secondo piede è sceso dalla passerella e quindi ufficalmente lo sbarco si considera concluso può regolare i conti come vuole andando anche “fuori dal suo ruolo”.

STIMARE

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Il Maschio Alfa nella sua vita subisce spesso attacchi dai nuovi maschi che lo vogliono spodestare, per cui difficilmente un Maschio Alfa raggiunge la vecchiaia.

Il Maschio Skipper deve riuscire in breve a farsi stimare, soprattutto dalle femmine che in barca sono le più capricciose, complice a volte l’assenza di un phon... ma non solo da loro. Certo stima e simpatia non sono la stessa cosa. Con la prima che necessità di più tempo e la seconda che è più rapida da conquistare. Ma se c’è una cosa che il Maschio Skipper ha il compito di fare è di piacere o al peggio di rimanere immune dal giudizio, una specie di democristiano invasato di andreottismo da barca. E se c’è una cosa che deve evitare come la carne un mussulmano durante le ore centrali del ramadam, è l’ammutinamento. Solo la parola mette i brividi. Perché lo Skipper deve raggiungere sempre e comunque la vecchiaia, che qui si intende la fine della vacanza.

SOCIALIZZARE

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Il Maschio Alfa in genere si fa inseguire dal gruppo sociale nella riproduzione e nel destino del gruppo. Se due gruppi diversi competessero per lo stesso territorio toccherebbe agli altri esemplari Alfa decidere chi possa occuparlo o meno.

Il Maschio Skipper ha un compito più nobile, che è quello di creare un gruppo ma soprattutto di mantenerlo coeso il più possibile, o quantomeno compatto, anche nelle profonde diversità. Ci si muove insieme, senza eccessi certo, ma in genere e per la semplicità di gestione si cerca di dare ritmi, regole, orari. Che tutti devono rispettare (vedi la voce Dominare o Stimare per capire come fa). Se il territorio di caccia è la discoteca, il chiringuito o la spiaggia, cioè luoghi sociali fuori dal suo feudo galleggiante, il Maschio Skipper non ha alcuna responsabilità sulle azioni (non è mica papà) purché il branco sia pronto a salpare all’unisono il mattino dopo. E va detto che spesso è lo Skipper l’animatore del villaggio che anche a terra “tira” il gruppo.

 


 

Skipper Maschio Alfa? No, Skipper e basta.
In fondo è lui che detiene il banco, cioè gioca a carte allo stesso tavolo e ha quindi dei privilegi, ma lascia il giocoin mano agli altri. Semmai controlla e smaschera i bari. Uno Skipper da banco o meglio da bancone, ma quello del bar…

P.S.
Tutto quello che avete letto è valido anche se lo Skipper è donna. Cioè, in barca, non ha importanza quale adesivo del bagno viene scelto o se il colore preferito è il rosa dell’ultimo rossetto di Chanel, le donne in mare, sopratutto se Skipper, rispondono a tutti i requisiti sopra citati. Sono di fatto anche loro Maschi Alfa, al di la del cromosoma. Quello che conta non è se si fa la pipì seduti o in piedi, ma la capacità.

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